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sabato 25 febbraio 2012

fotosintesi clorofilliana

FOTOSINTESI CLOROFILLIANALe piante producono ossigenoLa fotosintesi clorofilliana avviene nei cloroplasti delle cellule vegetali. E' un processo in base al quale anidride carbonica e acqua vengono combinate per produrre zuccheri ed amidi. Perchè questa sintesi possa avvenire, occorre dell'energia che viene fornita dalla luce del Sole. Le piante utilizzano queste sostanze e vari composti di azoto anche per produrre proteine. In questo modo, le piante sono in grado di fabbricare da sè le sostanze di cui hanno bisogno, mentre gli animali, per ottenerle, devono cibarsi di piante o di altri animali. Come "scarto" del processo fotosintetico si ha ossigeno: 6CO2 + 6H2O + energia = C6H12O6 + 6O2.
Per mostrare la produzione di ossigeno durante la fotosintesi, si può utilizzare una pianta acquatica. Come indicato dalla figura 15, immergete la pianta in un boccale d'acqua, copritela con un imbuto trasparente e sopra l'imbuto montate una provetta. Fate in modo che all'inizio non vi siano bolle d'aria. Esponete la pianta al sole e dopo qualche tempo vedrete delle bollicine di ossigeno radunarsi nella provetta per formare una bolla più grande.

allevamento dei protisti

Allevamento generico: con il passare del tempo, in qualsiasi raccolta d'acqua si forma una colonia di alghe e di protozoi di numerose specie. Potete dunque riempire un contenitore trasparente di acqua di rubinetto e collocarlo all'aperto, in una zona luminosa ma priva della luce diretta del sole, salvo per un eventuale breve periodo del giorno. Per rendere più rapido l'apparire dei protisti e per fornire loro del cibo, mettete nell'acqua un po' di erba secca e foglie secche. Come contenitore potete usare anche un semplice bicchiere, un barattolo da marmellata, una bacinella di plastica, un acquario, etc.

domenica 19 febbraio 2012

Desertificazione e degrado ambientale

SASSARI - Diciannove anni di attività, ventisette progetti di ricerca e cooperazione che hanno coinvolto trentasei ricercatori e docenti di sei diversi ex Dipartimenti (Agraria, Scienze Politiche, Economia, Giurisprudenza, Architettura, Scienze), un budget annuale medio di un milione e 400mila euro che dà lavoro a ventitre persone, tra cui assegnisti e tecnico amministrativi, con un età media di trentacinque anni. Sono alcuni dei numeri che raccontano la storia e l’esperienza del “Nrd-Nucleo di Ricerca sulla Desertificazione”, il Centro Interdipartimentale d’Ateneo che promuove studi e ricerche interdisciplinari sulla desertificazione e sul degrado ambientale. Dopo aver mosso i primi passi nell'ambito del progetto “Medalus”, quando da poco si era concluso il Summit mondiale sull’ambiente di Rio de Janeiro, il Centro è stato istituito ufficialmente nel 2000 e dal 2008 è diretto da Pier Paolo Roggero. Nel 2009 si è dotato di uno statuto che ha sancito la nascita di un comitato scientifico esterno all’Ateneo (coordinato da Giuseppe Enne) e di un comitato esecutivo.

Svolgendo un’attività di trasferimento tecnologico, che si traduce nell’applicazione dei risultati della ricerca nelle azioni e nei progetti di cooperazione internazionale, il Nucleo opera nel quadro delle finalità stabilite dall’“Unccd”, la “Convenzione delle Nazioni Unite per combattere la desertificazione”. Il Centro costituisce l’unica realtà italiana ad occuparsi nello specifico di questo tema e per l’Università di Sassari contribuisce al presidio nei settori relativi ai cambiamenti climatici e alla biodiversità. L’Nrd fa parte del network “Desternet International” ed è accreditato quale rappresentante della società civile alle sedute della conferenza delle parti, organo supremo della Convenzione. I finanziamenti per i singoli progetti provengono principalmente da bandi dell’Unione Europea, dei Ministeri e della Regione Sardegna. «Scriviamo progetti di continuo – spiega Roggero – di quindici che presentiamo l'anno, uno o due passano la selezione. Della stesura si occupano i ricercatori, i project manager e gli amministrativi. Tutti offrono un contributo fondamentale ed è questa consapevolezza che genera una maggiore coesione e capacità di mettersi in gioco. In questo contesto, all’interno del Nrd c’è spazio per studiosi che abbiano un “postdoc”, conoscano le lingue e abbiano capacità progettuali».

Per restare competitivi secondo Pier Paolo Roggero «è indispensabile puntare sulla formazione ed è per questo che i “visiting professor” costituiscono una risorsa preziosissima; occorre sviluppare networking con altre realtà ed è per tale ragione che due persone dello staff si occupano esclusivamente di tenere i rapporti con i partner; bisogna pubblicare su riviste internazionali i risultati delle ricerche visto che questo aspetto ha un peso sempre maggiore ai fini della valutazione». Le criticità maggiori si annidano «nella burocrazia che ti costringe ad affrontare situazioni paradossali come quella di non poter spendere anche quando le risorse ci sono o di dover bandire dei concorsi per compensi irrisori. Tutti questi impedimenti rallentano inevitabilmente le attività». Fino ad ora il Nucleo di Ricerca sulla Desertificazione ha operato prevalentemente nell’area del Maghreb e nei paesi sub sahariani, ma più di recente si sta aprendo un nuovo fronte: «L’ultima sessione dell’Unccd si è svolta in Corea del Sud – prosegue Roggero - lì e in altri paesi del continente asiatico ci sono problemi urgenti legati all'erosione del suolo e alla pressione antropica. In questa occasione abbiamo registrato una maggiore sensibilità politica intorno alle problematiche legate alla desertificazione e alla necessità di coinvolgere scienziati e ricercatori per individuare delle soluzioni».

Questo nuovo orientamento a livello globale si traduce in una grande sfida per l’Nrd e l’Università di Sassari. «Dobbiamo allestire un gruppo interdisciplinare capace di fornire risposte articolate che tengano conto delle implicazioni sociali, economiche e politiche all’origine dei problemi di sviluppo di un paese – afferma Roggero – tutto questo richiede competenze e profili diversificati che devono essere integrati tra loro, che nel nostro Ateneo esistono o possono essere formati. In questa prospettiva per l’Università la sfida lanciata dall’Unccd costituisce una straordinaria opportunità di crescere e di diventare ancora più protagonisti nello scenario internazionale». Nel frattempo, proprio in questi giorni, il Centro ha lasciato una delle due sedi in Viale Italia per approdare all’ultimo piano dell’ex Facoltà di Agraria. Nelle prossime settimane sarà individuata un’ulteriore soluzione per completare il trasferimento.

COME COSTRUIRE UN ERBARIO

COME COSTRUIRE UN ERBARIO

Il termine erbario ha un doppio significato, può infatti indicare:
Una raccolta di piante essiccate
Una struttura museale dedicata alla raccolta completa e sistematica delle specie, opportunamente essiccate ed ordinate in modo da poter essere conservate e consultate

In campo scientifico, gli erbari sono "l'anagrafe" delle specie conosciute e e sono quindi il punto di partenza per la verifica delle nuove specie e per l'identificazione di quelle già conosciute.
Gli erbari sono utili perchè permettono di compiere due tipi di studi:
un confronto sistematico
una documentazione storica

Si può facilmente imparare a raccogliere, classificare e conservare i propri campioni di specie vegetali, approfondendo la propria conoscenza per alcune zone o per le specie preferite.

Materiale necessario

Per preparare un erbario, servono:
- zappetta e cesoie
- buste di plastica per conservare le piante appena raccolte
- fogli di giornale per essiccare il campione
- libri per pressare gli esemplari raccolti
- fogli di supporto per sostenere il campione
- spilli e fascette di carta, in alternativa scotch
- una scatola di cartone per contenere i fogli dell'erbario.
Dove
Tutti gli ambienti naturali sono adatti per cercare piante per l'erbario e anche nelle città è possibile trovare molte piante. Qualsiasi gita  può quindi essere una buona occasione per raccogliere nuove piante per il nostro erbario.

La raccolta delle piante

Per fare un lavoro sistematico e completo sarebbe necessario prelevare la pianta in maniera il più possibile completa (radice, fusto, foglie, fiori e frutti), ricordando che la parte più importante per identificare una pianta, cioè capire a quale specie appartiene, è il suo fiore.
Tuttavia è già bello e interessante, con i bambini, raccogliere foglie e fiori che possiamo trovare in città e creare un semplice  erbario, anche solo con pochi elementi.

Al momento della raccolta è utile annotare alcuni dati, come luogo in cui l'abbiamo trovata. Sono di grande utilità per l'identificazione tutti i dati riguardanti le caratteristiche della pianta "in vivo" come il portamento, i colori dei fiori e delle foglie, l'altezza e le dimensioni del fusto.
Quindi possimo invitare il bambino a descrivere la pianta, così come la vede, aiutandolo ad osservare diversi particolari, e se è già capace a scrivere, suggerirgli di annotarsi quello che lui stesso ha osservato.
Questi dati saranno riportati nell'erbario.


Identificare le piante raccolte

Esistono in commercio numerosi libri per l'identificazione delle piante raccolte. Alcuni sono semplici guide pratiche che riportano per alcune specie più comuni disegni dettagliati di fiori e foglie (e se sono alberi anche particolari della corteccia e del portamento). Ai disegni sono spesso associate notizie ecologiche, impieghi e curiosità. Altre, più scientifiche, sono chiavi dicotomiche che, attraverso domande successive sull'anatomia della pianta (soprattutto il fiore), conducono all'individuazione di famiglia, genere e specie; per usarle serve una certa conoscenza botanica di base.

Non bisogna spaventarsi perchè, per l'identificazione di specie comuni, le guide pratiche sono più che sufficienti.

Essicatura
Una volta a casa bisogna pressare e seccare gli esemplari raccolti, per questa operazione è sufficiente avere un po' di quotidiani vecchi e alcuni libri che facciano da peso. Si prende una pagina completa, quindi doppia, di un quotidiano, si appoggia ad un ripiano e si dispongono tra le due pagine le piante che ci stanno (evitando sovrapposizioni), il più distese possibile.
Questa operazione si ripete utilizzando altre pagine di giornale finchè non si saranno sistemati tutti gli esemplari raccolti.

A questo punto si impilano le pagine preparate, alternandole con le "camicie". Una camicia si prepara semplicemente aprendo una pagina doppia di un quotidiano ed inserendovi un'altra pagina doppia, messa chiusa ed opposta a quella che la contiene. Le "camicie" servono ad assorbire l'umidità rilasciata dalle piante evitando che ammuffiscano. Quindi disponiamo su di un ripiano una camicia, una pagina con le piante, un'altra camicia, un'altra pagina con le piante, e così via, terminando con una camicia, su cui metteremo un po' di libri per fare peso.

Il giorno dopo dovremo sostituire le camicie con camicie asciutte e nel farlo si deve controllare che gli esemplari raccolti siano stati messi effettivamente ben distesi. Se così non è stato (capita spesso, soprattutto con i petali dei fiori) è ancora possibile rimediare spostandoli delicatamente con una pinzetta.
Fissatura delle foglie e dei fiori nell'erbario

Sistema semplice adatto ai bambini
Potete utilizzare o un semplice quadernone di quelli che si usano a scuola oppure un raccoglitore ad anelli con le "buste cristal".
Attaccate gli elementi che avete raccolto e che avete fatto essiccare su un foglio (ogni specie su un foglio) fermandola con qualche pezzo di scotch.

Poi aiutate i bambini a scrivere sul foglio il nome della pianta e le osservazioni che loro stessi avevano notato nel momento che avete raccolto il campione.

Sistema scientifico adatto ai ragazzi e agli adulti
Per fare questa operazione in genere si usano fogli bianchi di cm 43X32, strisce di carta bianca larghe 1cm circa e spilli. Per prima cosa si tagliano le strisce di carta in pezzetti lunghi circa tre cm circa. A questo punto si prende con cautela un esemplare ormai secco, lo si dispone sul foglio messo in verticale e lo si fissa tramite le fascette di carte fermate con gli spilli. In genere bastano due o tre strisce per esemplare, messe nei "punti strategici".

Se si è stati in grado di identificare la specie, l'erbario avrà maggiore valore se ogni esemplare sarà accompagnato da un'etichetta (che andrà fissata con uno spillo nell'angolo inferiore destro del foglio).

Le etichette possono riportare le seguenti indicazioni:
-   nome della famiglia;
-   binomio che identifica la specie: genere (in maiuscolo) + specie (in minuscolo);
-   nome comune
-   ambiente in cui la specie è stata raccolta;
-   località di raccolta (Comune) e quota;
-   data di raccolta e nome del raccoglitore e di chi l'ha determinata.

ESEMPIO: Fam.  Fagaceae
Carpinus betulus
Farnia, bosco del Parco del Lambro
Sovico
13 Febbraio 2012, legit (cioè raccolto) et det. (cioè determinato da) Mario Rossi

Ogni notizia sull'ambiente aumenta il valore scientifico dell'esemplare, per cui ad esempio è meglio non scrivere solo "bosco", ma "bosco di castagni".

Conservazione

Una volta pronti i fogli dell'erbario possono essere conservati in scatole di cartone chiuse, poste in un ambiente asciutto, per preservarli dall'attacco di muffe ed insetti. Naturalmente le piante seccate secondo le istruzioni possono anche essere utilizzate per farne quadri, composizioni, calchi con i pastelli a cera e tutto quello che la fantasia ci suggerisce.

I CONTINENTI SARANNO DUE

CIRCA 280 MILIIONI DI ANNI LA TERRA ERA UNITA IN UN UNICO CONTINENTE CHIAMATO PANGEA, POI SI E' DIVISO IN LAURASIA E TERRA DI GONDWANA FINO AD AVERE GLI ATTUALI CINQUE CONTINENTI. FINORA SI PENSAVA CHE UNA NUOVA PANGEA SI SAREBBE FORMATA TRA 250 MILIONI DI ANNI. UNA RICERCA DELL'UNIVERSITA' DI KICHI (GIAPPONE) SOSTIENE CHE NON AVVERRA'. SUD AMERICA E ANTARTIDE NON SI UNIRANNO AL RESTO DEL NUOV SUPERCONTINENTE CHE UN GIORNO LONTANO VERRA' A FORMARSI. LA CAUSA E' DOVUTA AD UN'IMPONENTE RISALITA DI MAGMA NELL'OCEANO PACIFICO CHE IMPEDIRA' ALL'AMERICA MERIDIONALE E ALL'ANTARTIDE DI FORNDERSI CON IL NORD AMERICA, L'AFRICA, L'EUROPA E L'ASIA, CHE INVECE SI UNIRANNO.

BIGNAMI DA "FOCUS" NUM. 232

Questa carta geografica permette di apprezzare la topografia dei fondali oceanici. La profondità delle acque nei diversi punti del globo dipende dalla morfologia dei fondali, che possono presentare pianure, catene montuose, valli e vulcani, proprio come le terre emerse.

sabato 28 gennaio 2012

la pianta più vecchia ha la bellezza di 13.000 anni

 E' una quercia che si è clonata nel corso dei secoli. Il precedente primato era di un pino di 9.000 anni che vive in Norvegia di LUIGI BIGNAMI.

 Ecco la pianta più vecchia ha la bellezza di 13.000 anni

C'era ancora l'ultima era glaciale quando, 13.000 anni fa, un piccolo seme di una quercia iniziò a svilupparsi e a crescere in un'arida area della California e da allora ha continuato a vivere fino ai nostri giorni, seppur sotto forma di clone.

Circa dieci anni fa, Mitch Provance dell'Università della California, stava conducendo un sopralluogo sulle montagne della regione di Jurupa, quando si trovò ad attraversare una macchia di una particolare specie di querce. Provance trovò interessante quel gruppo di alberi non solo perché si trovavano in un ambiente che non era tipico per loro (a quota più alta), ma perché tutte le piante erano estremamente simili l'una all'altra. Provance intuì quasi immediatamente che ciascuna pianta poteva essere un clone dell'altra.

A quel punto è iniziato uno studio specifico che ha portato a scoprire che tutte le piante avevano proteine esattamente simili. "Le probabilità che tali cespugli potessero essere tutti così uguali dal punto di vista del loro chimismo erano insignificanti", ha detto Jeffrey Ross-lbarra che ha eseguito la ricerca, pubblicata su PlosOne.

L'unica possibilità che può spiegare una tale diffusione di piante simili consiste nell'ammettere che le piante sono cloni di se stesse.

Per porre una data sulla prima pianta che è cresciuta in quel luogo i ricercatori sono risaliti ai cicli di vita che quella macchia ha avuto. Li hanno contati considerando che ciascuno è di 40-50 anni e che per incendi o per altri motivi terminano la loro vita rinascendo all'interno della macchia stessa per poi allargarsi. In questo modo sono riusciti a risalire all'età: circa 13.000 anni.


Qualche ricercatore tuttavia ha dubbi sul metodo utilizzato per risalire così indietro nel tempo. Tra questi vi è Marc Abrams dell'Università della Pennsylvania, il quale sostiene che si dovrebbero trovare altri indizi per avere la certezza che si tratta di un'unica pianta che si è clonata in un così lungo lasso di tempo. Ross-lbarra sostiene che se si riuscisse a trovare un piccolo pezzo di legno fossilizzato, l'analisi del carbonio potrebbe dare la conferma definitiva.

Fino ad oggi la più antica pianta conosciuta era una conifera scoperta al confine tra la Svezia e la Norvegia, che risalirebbe a circa 9.000 anni fa. Dopo queste eccezioni segue "Matusalemme", un pino Bristlecone che vive vicino Las Vegas, la cui età si aggira attorno ai 5.000 anni. Altri alberi vecchi di migliaia di anni vivono in Iran, dove un cipresso sembra avere 4.000 anni; in Cile dove un altro cipresso ha compiuto i 3.600 anni. In Italia il censimento degli alberi monumentali realizzato dal Corpo forestale dello Stato ha individuato l'albero più antico della nostra penisola nell'oleastro di San Baltolu di Luras, in provincia di Sassari: ha 3.000 anni. Dal punto di vista scientifico si tratta di un Olea europaea oleaster, in altre parole un olivo selvatico. Un esemplare di 15 metri di altezza e 11 metri di circonferenza.


(29 dicembre 2009)

Italia come sei caduta in basso.

ROMA, 28 GEN - I rendimenti dei Bot tornano sotto il 2%. In calo lo spread a quota 404. Draghi bacchetta i mercati: stanno esagerando con il rischio del debito. Ficht taglia il rating dell'Italia ma - spiega - senza l'impegno di Monti sarebbe stato peggio. "Distaccata serenita'", commenta il premier. Proseguono oggi i negoziati tra il governo Greco e i creditori.

venerdì 16 dicembre 2011

notizie da casa Juve

A Torino è in prova un interessante ragazzo danese 17enne: si tratta dell'esterno sinisto Jacob Laursen, di proprietà dell'Horsens. Si parla bene di lui e proverà a strappare un contratto nei prossimi dieci giorni, sulla scia della positiva operazione che in passato ha portato Sorensen in bianconero. Ma il caso più caldo del mercato bianconero al di là del difensore da prendere e delle smentite su Tevez, resta legato a Milos Krasic. Nelle scorse ore si parlava dell'interessamento in prestito da parte del Manchester United. Possibilità che non scalda troppo il cuore della Juve: accorderebbe una soluzione di questo tipo solo in mancanza di alternative migliori. Di sicuro però resta il fatto che il centrocampista serbo è convinto a cambiare aria visto che a Torino non ha grandi chance di rilancio e che i Red Devils sono molto interessati alla sua situazione. L'accordo tra Juve e Manchester potrebbe vertere su uno scambio di prestiti con diritto di riscatto: a sir Alex Ferguson Krasic ad Antonio Conte invece andrebbe il 26enne ecuadoriano Antonio Valencia. Stesso ruolo e caratteristiche e stessi problemi di Milos (rendimento altalenante e un contratto al 2015 che crea problemi agli inglesi). Ecco perché i due potrebbero davvero scambiarsi la maglia, fissando clausole simili per il riscatto a quota 15 miloni. L'idea gira...
Secche smentite invece circa l'interesse di Corso Galileo Ferraris per il 26enne difensore del Madrid, Raul Albiol. Nessun contatto con Real o entourage del giocatore, che piuttosto, interessa ad alcuni club della Bundesliga. Piuttosto, al di là del sogno di prendere Alex dal Chelsea, è più concreta la pista per il 25enne francese Younes Kaboul (fisico imponente e due presenze nella nazionale francese) di proprietà del Tottenham. A centrocampo non è stata abandonata l'idea di prednere Angelo Palombo dalla Sampdoria. In attacco come detto non Tevez, ma eventualmente Mauricio Pinilla che il Palermo tratta low cost.

BUFFON "IO ALLA JUVE A VITA? PER ORA DICIAMO DI SI'" - "Scudetto? E' azzardato parlarne. Siamo imbattuti in Europa si' ma e' una cosa momentanea che dura da 14 giornate, il campionato ne ha ancora 38, veniamo da due settimi posti, l'anno scorso non siamo arrivati in Europa League". Cosi' Gianluigi Buffon, portiere della Juventus, a margine della presentazione di uno sponsor, analizza il momento positivo dei bianconeri di Antonio Conte. Il numero 1 della Juve torna sul rigore parato a Totti nel posticipo di lunedi' scorso. "Se Francesco avesse fatto il 'cucchiaio' non mi sarei arrabbiato, quello e' un gesto secondo me di grande tecnica e in quel momento ci vuole grande coraggio, non mi sarei arrabbiato. In primis siamo realmente amici da piu' di 15 anni, poi perche' vorrebbe dire assumersi una responsabilita' enorme in un momento delicato della partita. L'ha tirato come altre volte, se fosse andato dall'altra parte sarebbe stato gol. Ho scelto la direzione giusta e l'ho parato. Io pararigori? Diamo dei numeri, non so su che cosa si basa questa classifica. Sicuramente negli ultimi anni con la Juve non ne avevo parato, anche se sono stato fermo. Penso nella mia carriera, che dura 16 anni, di averne parati sempre il giusto, una cosa da portiere importante. Chiaro che in questo momento ci sono Handanovic o Sorrentino che stanno facendo cose pazzesche sui rigori, diamo merito a loro ma non denigriamo gli altri". Buffon guarda la classifica della Juve. "Guardare oltre? Dobbiamo anche guardare dietro - spiega il portiere bianconero - stiamo facendo bene, la quarta e' a due punti da noi. Questa cosa non ci lascia molto sereni e tranquilli. Il derby con il Novara? Una novita', pero' il Novara ha una lunga storia e tradizione. Credo che avranno supporto e sostegno di tantissimi tifosi, e' anche vero che i punti in palio sono molto importanti, per loro e per noi". Capitolo mercato e l'asta per Tevez. "Dipende da che tipo di potenzialita' ci sono in un settore. Il Milan ha un attacco talmente forte che con Tevez non peggiorerebbe anzi migliorerebbe. Pero' non hanno grossi problemi in avanti. Quando hai Robinho, Pato, Ibra, Cassano, Inzaghi, sei ben coperto. Sono valutazioni e affari loro. Comprerei azioni della Juve? Dipende dalla fede calcistica in questo tipo di investimento. Io alla Juve a vita? E' sempre stata la mia prima scelta, vedremo, per ora diciamo di si'".

LO UNITED PENSA A KRASIC IN PRESTITO - La prima mossa concreta del Manchester United per arrivare a Krasic dopo mesi di voci e flirt a distanza starebbe per arrivare. Secondo il Daily Mirror, Alex Ferguson è pronto a chiedere il prestito del centrocampista serbo sino al termine della stagione. I Red Devils sono stati falcidiati dagli infortuni: da Fletcher a Vidic, passando per Cleverley, Owen e soprattutto il Chicarito Hernandez. L'ex Furia Bionda della Juventus viene considerato il rinforzo ideale per rilanciare una stagione che verte sulla vittoria in Premier League (attualmente lo United è secondo dietro al City) dopo la cocente eliminazione in Champions, L'idea del prestito potrebbe soddisfare Corso Galileo Ferraris solo in mancanza di alternative migliori. Non è un segreto che la Vecchia Signora spera di ottenere magari qualche contropartita tecnica importante dall'operazione Krasic. Ad esempio resta in ballo il brasiliano Alex che viene considerato fuori dai piani tecnici di Villas Boas al Chelsea.
Nel ruolo di esterno di centrocampo la Juve penserebbe anche ad un innesto importante quale Alessio Cerci dalla Fiorentina, ma la speranza bianconera è prima di tutto di sfoltire la rosa riuscendo a piazzare anche l'olandese Elja. Un altro giocatore che può partire è Marco Motta. Il terzino destro è in fondo alle scelte di Conte (dietro anche a Sorensen). Secondo Sky Sport sul giocatore, oltre all'Amburgo, ci sarebbe anche lo Sporting Gijon. In difesa restano aperte anche le piste legate all'ex napoletano Bocchetti (dal Rubin Kazan) o al cavallo di ritorno Caceres: avviati contatti con il Siviglia, mentre il 24enne uruguagio sarebbe pronto a tornare.

Un tumore gigante scambiato per una gravidanza

A 16 anni il suo ginecologo le ha detto di essere incinta di sei mesi, ma in realtà si trattava di un tumore ovarico gigante. È la storia di, una ragazzina di Bolton, a nord di Manchester, che tornata dalle vacanze è andata dal suo medico lamentando un gonfiore alla pancia, nausea mattutina e mancanza di appetito. La prima diagnosi è stata di una forte stipsi, da curare con normali farmaci. Ma quando i sintomi hanno continuato a peggiorare, Phoebe si è rivolta al medico di famiglia, che le ha diagnosticato una gravidanza ormai al sesto mese.
La ragazza era incredula, sapeva e continuava a ripetere di non poter essere incinta. E infatti la prima ecografia le ha dato ragione: quello che aveva le dimensioni di un feto di sei mesi era in realtà un'enorme massa tumorale. Phoebe è stata operata una prima volta e rimessa dopo tre mesi di chemioterapia, ma il tumore si è ripresentato, allora è stata operata di nuovo e ha subito una isterectomia. Ora la ragazza ha 17 anni, e anche se per il momento non è più in pericolo di vita, non potrà mai avere figli.
"Quando siamo andati a fare l'ecografia, ovviamente non c'era alcun bambino e mi sentivo sollevata - ha detto Phoebe - ma allo stesso tempo ancora non conoscevo la causa del gonfiore. Quando poi ho ricevuto la diagnosi ho capito cosa c'era di sbagliato, ma anche di avere un tumore a soli 16 anni".

Lega:"Da soli alle Amministrative"

"Sulle amministrative del prossimo anno, se non succede qualcosa dubito che si arrivera' a un accordo" con il Pdl. Lo afferma Roberto Maroni, precisando che "anche se dovessimo correre da soli, non sono affatto sicuro che perderemo". Anzi, essere soli all'opposizione "ci fara' guadagnare tantissimi consensi'.  Per ora con il Pdl "siamo su due posizioni diametralmente opposte. Abbiamo fatto scelte diverse", e il Pdl ha "commesso l'errore" di appoggiare una manovra "che penalizza milioni e milioni di cittadini".
"Il dialogo va avanti perche' noi dialoghiamo con tutti, non siamo sull'Aventino - tiene a precisare l'ex ministro conversando con i cronisti in transatlantico - ma i rapporti si sono interrotti". Sul territorio "rispettiamo gli accordi presi: noi siamo un partito federale", ricorda. Ma a livello centrale le cose sembrano messe male tra i due alleati di sempre, con il Pdl "che - dice Maroni - appoggiando un governo che ha fatto la riforma delle pensioni e rimesso l'Ici, ha smentito tutto quello che avevamo fatto".
Dunque, "tra vincere con una coalizione che ha dentro di se' una sua contraddizione e perdere garantendo la propria coerenza - - sottolinea l'ex ministro - scelgo la seconda strada". Ma "sono convinto - precisa - che da qui alla primavera dell'anno prossimo, se" l'azione dell'esecutivo "continuera' su questo segno, acquiseremo tanto di quel consenso da vincere ovunque nel nord".

Cresce la disoccupazione

L'Italia sempre piu' multietnica e con un problema centrale: il lavoro. Oltre ottocento pagine per un ritratto completo e aggiornato del paese: e' l'Annuario Istat 2011, disponibile on line su www.istat.it. Secondo l'Istituto di statistica alla fine del 2010 l'Italia conta 60.626.442 residenti, circa 286.000 in piu' rispetto all'anno precedente. Questo incremento si deve al saldo attivo del movimento migratorio (+311.658 unita') che, pur in calo, neutralizza l'effetto negativo del saldo naturale (-25.544 unita').
Le nascite segnano, infatti, una nuova battuta d'arresto (dai 568.857 nati vivi del 2009 ai 561.944 del 2010), un risultato che risulta diffuso su tutta la Penisola. Sei italiani su cento sono ultraottantenni L'Italia continua ad essere un Paese con i "capelli grigi". A fine 2010 un residente ogni cinque ha piu' di 65 anni e gli ultraottantenni sono ormai il 6% della popolazione. Gli stranieri residenti in Italia hanno superato quota 4,5 milioni, sono il 7,5% della popolazione totale e provengono per la maggior parte dall'Unione europea (29,2%), dall'Europa centro-orientale (24,0%) e dall'Africa settentrionale (14,9%). Si tratta per lo piu' di una popolazione giovane: quasi la meta' dei cittadini stranieri ha un'eta' compresa fra i 18 e i 39 anni, mentre oltre uno su cinque e' minorenne.
Questione chiave il lavoro: in calo l'occupazione standard. Nel 2010 sono 22.872.000 gli occupati, 153.000 in meno dell'anno precedente. Il risultato complessivo e' la sintesi di una riduzione marcata della componente italiana, controbilanciata dall'aumento di quella straniera (+183.000 unita'). La quota di lavoratori stranieri sul totale degli occupati raggiunge il 9,1% (8,2% nel 2009). A diminuire sono esclusivamente gli occupati maschi, in particolare lavoratori dipendenti (-167.000 unita'). Il tasso di occupazione scende dal 57,5% del 2009 al 56,9% del 2010, valore che si mantiene ampiamente al di sotto della media Ue (64,2%). Per il terzo anno consecutivo aumentano le persone in cerca di occupazione: sono 2.102.000, 158.000 in piu' rispetto al 2009 (+8,1%). Il tasso di disoccupazione sale all'8,4% dal 7,8% del 209, quello di inattivita' al 37,8%, due decimi di punto in piu' rispetto a un anno prima.
Altro elemento particolarmente sensibile nella crisi che attraversa il paese e' il welfare: dove cresce la spesa pubblica del settore, che ammonta a circa 463 miliardi di euro la spesa per la protezione sociale sostenuta in Italia nel 2010, il 29,9% del prodotto interno lordo (Pil). Alla previdenza la fetta piu' grande di risorse. Quasi due terzi della spesa delle amministrazioni pubbliche si concentra nella previdenza (66,4%), alla sanita' e' destinato il 25,6% e all'assistenza il restante 8%. E in campo sanitario calano le strutture, mentre aumenta l'assistenza domiciliare. Nel 2008 l'assistenza sanitaria territoriale conta circa 47.000 medici di base, otto ogni 10 mila abitanti e circa 7.700 pediatri, 9 ogni 10 mila bambini fino a 14 anni. Nel 2011, il 71,1% della popolazione valuta positivamente il proprio stato di salute: fra gli uomini la percentuale e' piu' alta (75,1%) rispetto a quella femminile (67,2%).
L'arrivo delle nuove imposte sulla casa e' destinato a penalizzare ampie fasce della popolazione: piu' di sette famiglie su dieci vivono in case di proprieta' Nel 2010, il 73,6% delle famiglie e' proprietario dell'abitazione in cui vive, mentre il 17,2% paga un canone d'affitto. Fra le principali utenze domestiche, a incidere di piu' sul budget familiare sono, nell'ordine, la bolletta del gas (2,3%), quella dell'energia elettrica (1,9%) e la bolletta telefonica (1,5%). Particolare attenzione gli italiani hanno per i temi dell'ambiente: le regioni settentrionali sono sempre in testa per la raccolta differenziata.
Traffico, parcheggio e inquinamento risultano i problemi piu' sentiti nelle grandi aree urbane, mentre con riferimento alle aree geograficje difficolta' di parcheggio, sporcizia nelle strade e difficolta' di collegamento con i mezzi pubblici sono i problemi piu' segnalati dalle famiglie nel Centro-sud, mentre l'inquinamento dell'aria e' particolarmente sentito al Nord. La percezione del rischio criminalita', stabile rispetto al 2010, e' piu' elevata in Campania e nelle aree metropolitane. Nel 2009 sono stati 2.629.831 i delitti denunciati all'autorita' giudiziaria dalle forze di polizia, il 3% in meno rispetto al 2008; prosegue quindi la tendenza alla diminuzione gia' osservata l'anno precedente. Rilevante e' il calo di alcune tipologie di delitti, come le rapine (-21,9%), i sequestri di persona (-18,4%), i tentati omicidi (-17%). Crescono, invece, le denunce per usura (+23,7%) e, in maniera lieve, le violenze sessuali (+1,4%). In generale, secondo l'Istat, in Italia ci si sposa di meno, ma tiene il matrimonio religioso.
Continuano a crescere separazioni (+2,1%, per un totale di 54.456 nel 2009) e divorzi (+0,2%, pari a 85.945); nel 2009 per 1.000 matrimoni si contano 297 separazioni e 181 divorzi. Cresce anche l'affido condiviso, che rappresenta la soluzione prevalente dei casi di separazione (86,2%) e dei divorzi (68,5%); specularmente, scende il ricorso alla custodia esclusiva dei figli alla madre (12,2% delle separazioni e 28,3% dei divorzi). I figli minori coinvolti sono 62.663 nelle separazioni e 25.734 nei divorzi. In leggero calo il tasso di scolarita' nelle scuole superiori. Sono 8.968.063 gli studenti iscritti all'anno scolastico 2009/2010, circa 15.000 in piu' rispetto a quello precedente. La selezione scolastica e' piu' forte nelle scuole superiori dove, nel passaggio dal primo al secondo anno, la percentuale di alunni respinti e' pari al 20,3%. Gli esami di terza media sono invece superati dalla quasi totalita' degli studenti (99,5%), ma uno studente su tre non ottiene piu' della sufficienza nella votazione finale. I giovani iscritti per la prima volta all'universita' nell'anno accademico 2009/2010 sono circa 295.000, circa 1.200 in meno rispetto all'anno precedente (-0,4%). Nel complesso, la popolazione universitaria e' composta da 1.799.395 studenti - valore sostanzialmente stabile rispetto all'anno precedente - con una mobilita' territoriale piuttosto elevata. La partecipazione agli studi universitari risulta particolarmente alta in Molise, Abruzzo, Basilicata: in queste regioni piu' di un residente di 19-25 anni su due e' iscritto a un corso accademico. Dal punto di vista economico nel 2010 l'attivita' industriale ha registrato un aumento del 6,5% rispetto all'anno precedente (-18,8% nel 2009). A livello settoriale, la crescita piu' accentuata riguarda la fabbricazione di macchinari e attrezzature non classificati altrove (+16,5%), di apparecchiature elettriche e non elettriche per uso domestico (+12,9%), la metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (+10%). L'unica variazione negativa e' quella rilevata per il settore dell'estrazione di minerali da cava e miniera (-1,5%).
Cresce la produzione energetica da fonti rinnovabili Quanto ai consumi di energia elettrica, anche a causa della crisi economica, nel 2009 sono stati consumati circa 300 miliardi di kilowatt ore (kWh), il 6% in meno rispetto all'anno precedente. Alla fine del 2010, l'ammontare dei depositi bancari ha superato i 916 miliardi di euro, l'1,1% in piu' rispetto all'anno precedente. Di questi, oltre due terzi appartengono a famiglie e istituzioni sociali e private, il 19% a societa' non finanziarie, il 3,7% ad amministrazioni pubbliche e il 10,2% a societa' finanziarie. Le attivita' del tempo libero vedono un forte aumento di visitatori in musei, gallerie e siti archeologici a ingresso gratuito Oltre 37 milioni e 337.000 persone hanno visitato, nel 2010, i 424 luoghi di antichita' e arte (di cui 208 musei e gallerie e 216 monumenti e aree archeologiche) presenti nel nostro Paese, con un robusto incremento rispetto all'anno precedente (circa 5 milioni in piu'). La produzione editoriale subisce un ridimensionamento di circa il 2% rispetto a un anno prima, sia per i titoli che per la tiratura. Il cinema resta in cima alle preferenze, cresce anche il pubblico degli spettacoli sportivi In costante crescita risultano gli utilizzatori del personal computer (pc) e di Internet, i quali rappresentano ormai, rispettivamente, il 52,2% (51% nel 2010) e 51,5% (48,9%) della popolazione di 3 anni e oltre.
L'uso del pc tocca il livello massimo tra i 15 e i 19 anni (quasi 9 ragazzi su dieci), ma gli utilizzatori aumentano anche fra i 65-74enni (14,9% contro il 13,7% di un anno prima), per scendere al 3,3% fra gli ultra settantacinquenni. Nella vita di tutti i giorni nel 2011 le famiglie denunciano difficolta' di accesso ai servizi di pubblica utilita', in particolare per il pronto soccorso (54,8%), le forze dell'ordine (38,3%), gli uffici comunali (34,2%), i supermercati (29,2%) e gli uffici postali (26,7%). Un cittadino su dieci svolge attivita' di volontariato Nel 2011, il 21,9% della popolazione di tre anni e piu' pratica uno o piu' sport con continuita', il 10,2% vi si dedica saltuariamente, mentre il 27,7% svolge almeno qualche attivita' fisica, come fare passeggiate, nuotare o andare in bicicletta. I sedentari rappresentano il 39,8% del totale. Sul fronte delle 'cattive abitudini' quella del fumo risulta stabile negli ultimi anni e coinvolge il 22,3% della popolazione over 14. Anche nel 2011 a fumare sono soprattutto gli uomini (28,4%) rispetto alle donne (16,6%). Prosegue nel 2010 il processo di diffusione di alcuni beni durevoli, dal telefono cellulare (presente nell'89,5% delle famiglie), al personal computer (55,3%), alla lavastoviglie (45,5%), ai condizionatori d'aria (33,8%).

giovedì 15 dicembre 2011

11.400 le tonnellate di rifiuti sequestrate nel 2010 in Italia

Sono state 11.400 le tonnellate di rifiuti sequestrate nel 2010 in Italia. Cina, India, Africa i paesi verso i quali i rifiuti erano diretti; Genova, Venezia, Napoli, Gioia Tauro e Taranto i principali porti di spedizione.

E' quanto emerge dal rapporto "Ecomafia globale", realizzato da Legambiente. Solo nel porto di Taranto, si legge nel rapporto, nell'ultimo anno sono stati intercettati 60 container fuori legge contenenti 1400 tonnellate di pattume. Risultati che, sottolinea Legambiente, sono solo la punta di un iceberg se si considera che ogni anno, nei porti italiani, si movimentano circa 4 milioni e 400mila contanier, 750mila dei quali diretti in Cina.

I sequestri hanno riguardato in larga parte rifiuti di carta e cartone (37%), seguiti da materie plastiche (19%), gomma (16%), metalli (14%). Circa il 90% delle spedizioni di rifiuti di carta e cartone e di materie plastiche era destinato alla Cina, mentre il 70% delle spedizioni di gomma e pneumatici era diretto alla Corea del Sud. Il 48% dei metalli aveva come destinazione la Cina, il 31% era diretto in India mentre le parti di veicoli avevano come destinazione finale Cina (34%), Egitto (15%) e Marocco (12%).
Dalle indagini concluse negli ultimi cinque anni emerge anche una sorta di specializzazione internazionale dei traffici internazionali di rifiuti. Nei paesi africani, ad esempio, arrivano rifiuti di tutti i tipi: fusti con sostanze tossiche e non riciclabili, auto rottamate, materiali ferrosi. Nell'Europa centrale e orientale giungono invece rifiuti destinati illegalmente a termovalorizzatori e discariche. A fare la parte del leone, si legge pero' nel rapporto, sono i paesi dell'Estremo oriente, Cina in testa a tutti, nei cui porti arrivano rifiuti di tutti i generi destinati alle piccole aziende che li riciclano e trattano al di fuori del rispetto di qualunque legge. Dal 2001 ad oggi, emerge infine dalla ricerca, sono state 31 le inchieste relative ai traffici internazionali in partenza dall'Italia, inchieste che hanno portato a 156 arresti, 509 denunce e 124 aziende sottoposte a provvedimenti giudiziari. 22 i paesi coinvolti (10 europei, 5 asiatici e 7 africani): dalla Germania alla Cina, dalla Russia al Senegal.

Spintoni e caos a Montecitorio

Seduta movimentata alla Camera dove la Lega ha scelto la strada dell'ostruzionismo sulla manovra. Dai banchi della presidenza sono arrivati diversi richiami nei confronti degli esponenti del Carroccio, culminati nell'espulsione dall'aula dei deputati Buonanno e Rainieri. Poco prima il presidente della Camera Gianfranco Fini aveva così biasimato alcune proteste leghiste condite da fischi: "Sono i pecorai che fischiano, non i deputati". Quindi l'esponente del Carroccio Gianluca Pini aveva concluso il proprio intervento dando del "cialtrone" a Fini. Immediata la replica del presidente della Camera: "Non le consento di insultare la presidenza. E' proprio vero - ha chiosato Fini - che ogni botte dà il vino che ha".
"Mi sono seduto al posto del presidente del Consiglio e ho fatto vedere il cartello 'no Ici'. Per questo sono stato espulso dal presidente della Camera, che fa quello che vuole". Gianluca Buonanno, deputato leghista, spiega ad Affaritaliani.it che cosa è successo a Montecitorio durante la discussione sulla manovra economica. "Io non ho messo le mani addosso a nessuno. La mia protesta? Le tasse sono capaci tutti a metterle. Lo dico come sindaco: questa manovra sarà una mazzata già dal 2012. Ora gli italiani non se ne rendono conto ma sarà un disastro". Poi l'affondo contro Fini: "Mi sono sorpreso che mi abbia espulso lui, perché aveva detto che si sarebbe dimesso se Berlusconi avesse lasciato la guida del governo. Lo aveva promesso lui, non io. E quindi se le parole hanno ancora un senso dovrebbe dimettersi da presidente della Camera".

Trezeguet al River Plate

David Trezeguet è sul punto di firmare con il River Plate e il tecnico della formazione biancorossa, Matias Almeyda, è esaltato.

"Non ho pensato a lui, perché credevo fosse impossibile che venisse", ha detto l'ex centrocampista di Parma, Lazio e Inter.

"Porterà tantissimo, a livello agonistico e umano. E' un campione del mondo, d'Europa, ha realizzato gol a valanghe nella serie A italiana. Stiamo parlando di un bomber 'storico'. Ho parlato con lui, che è un tifoso della nostra squadra e mi ha fatto capire che sarebbe un sogno indossare la casacca dei 'Millonarios'. Con Cavenaghi sarà un esempio per i più giovani", ha aggiunto Almeyda.

MENTANA continua su La 7

Tutto passato. Adesso è «doveroso ritirare le dimissioni». Il direttore del Tg La7 Enrico Mentana annuncia dalla sua pagina ufficiale su Facebook il passo indietro. «Ieri sera alle 22.50 le agenzie hanno diffuso un comunicato con cui l'assemblea dei giornalisti del Tg fa sapere di essere "categoricamente contraria alla denuncia annunciata dall'Associazione Stampa Romana, che reputa sbagliata e che non deve essere inoltrata"», spiega Mentana.

«Una dissociazione così chiara fa giustizia di ogni ostilità, ed è un segno di considerazione e di affetto che sarebbe folle non raccogliere. Mi sembra doveroso quindi ritirare le dimissioni. Fioccheranno le dietrologie, ma chi se ne frega», conclude. «Anche la maggior parte di voi mi ha consigliato di non lasciare incompiuto il lavoro a La7. Avanti, quindi, senza più ombre».

mercoledì 14 dicembre 2011

JUVE. DOPO "TAVOLO" AGNELLI A VINOVO - Dopo il tavolo, la Juve. C'era anche il presidente Agnelli in visita allo Juventus Center di Vinovo. Reduce dal "Tavolo della Pace" indetto dal presidente del Coni, Gianni Petrucci, il massimo dirigente bianconero ha poi fatto visita alla squadra. Sul campo i giocatori hanno dapprima cominciato con il riscaldamento, quindi si sono dedicati ad una partitella a campo ridotto undici contro undici prima di far ritorno all'interno del centro di allenamento dove li attendeva una sessione di potenziamento in palestra. La preparazione di avvicinamento alla sfida contro il Novara proseguira' nel pomeriggio di giovedì quando il gruppo sara' presumibilmente diviso in due: da una parte i giocatori non scesi in campo a Roma che saranno impegnati contro l'Olympia Agnonese, formazione molisana che milita nel campionato di Serie D, mentre dall'altra ci sara' il resto del gruppo che proseguira' con atletica, tecnica e tattica.
agnelli moratti
AGNELLI                                                  MORATTI
LE QUATTRO ORE E MEZZA CHE NON HANNO PORTATO A NULLA - Quattro ore e mezza di discussione, garbata ma ferma, non ha portato alcuna soluzione. Il cosiddetto tavolo della pace, per ammissione del suo stesso ideatore, il presidente del Coni Gianni Petrucci, non ha portato alcun frutto. Tra la Juventus di Andrea Agnelli e l'Inter di Massimo Moratti, invitati nella Sala Giunta del Coni da Petrucci e dal segretario generale Raffaele Pagnozzi assieme al presidente della Figc Giancarlo Abete, al direttore generale Figc Antonello Valentini, al presidente del Napoli Aurelio de Laurentiis, al presidente onorario della Fiorentina Diego Della Valle e all'amministratore delegato del Milan Adriano Gallini, c'e' evidentemente scarso feeling: non c'e' guerra perche' i presidenti si rispettano ma le parti restano fredde e distanti sul nodo del problema, lo scudetto del 2006, tolto ai bianconeri e dato ai nerazzurri in piena Calciopoli dall'allora commissario Guido Rossi. Un periodo, quello dello scandalo del calcio, che ancora non e' stato metabolizzato, tanto da far dire a Diego Della Valle che "siamo rimasti civilmente ognuno sulle nostre posizioni". Un nulla di fatto, un buco nell'acqua che ha deluso le aspettative del presidente Petrucci, che sperava di riconciliare l'ambiente e di trasmettere quella serenita' che evidentemente manca. "E' stato un incontro molto lungo, cordiale e corretto. Ma devo essere onesto e sincero, le scorie di Calciopoli ancora molto scottanti, per cui ognuno e' rimasto nelle proprie posizioni - ha commentato il capo dello sport italiano in una conferenza stampa congiunta con Giancarlo Abete - Quando ci sono processi cosi' importanti che toccano le persone posso capire che non e' facile riattaccare tutti i quadratini che si hanno nel cervello". Mi auguro che il mondo del calcio possa avviare quelle riforme che sara' poi mia cura portare all'attenzione del governo, al quale ci rivolgeremo con la dignita' di un ente che sta cercando in ogni modo di ottenere quei risultati che oggi, al di la' della buona volonta', non sono arrivati". Petrucci sa che i giornali non risparmieranno titoli ad effetto e, oltre ad assicurare che la pace nel calcio sara' la sua mission da qui alla fine del suo incarico, ammette sinceramente che "ci pensero' molto bene prima di fare altre riunioni, ma ce la mettero' tutta. E non si dica che sono caduto in un 'trappolone' del mondo del calcio. Sono deluso ma sereno perche' ce l'abbiamo messa tutta e dormiro' tranquillo la notte. Non e' arrivato un risultato ma non e' stato un fallimento e non accusero', in questo momento, i presidenti del calcio". "Le posizioni sono sedimentate, nonostante lo sforzo non si riesce a sanare una ferita profonda, anche se si cerca di andare verso il futuro - le parole del presidente della Figc Abete - Si pensava ad un risultato migliore ma il calcio e' sconfitto solo quando vengono sconfitte le regole. E nel nostro mondo non c'e' certo il caos". "Dello scudetto del 2006 si parlato in maniera incidentale - ha aggiunto il numero uno di via Allegri - Il problema non e' collegato agli effetti ma alla situazione che ha portato al commissariamento della Figc e al lavoro degli organi di giustizia". Nessun commento invece da parte di Andrea Agnelli, mentre Massimo Moratti ha solo sottolineato come "un incontro e' sempre utile". Di risultati utili a svelenire il mondo del pallone, pero', nemmeno l'ombra.
LE REAZIONI A CALDO
ABETE, "RESTA UN CONFLITTO CON FERITE PROFONDE" - "Resta un conflitto su ferite profonde. Non possiamo che prendere atto che questo sforzo non riesce a sanare ferite profonde - ha detto il presidente della Federcalcio - Speravamo in un esito diverso: il confronto è stato civile ma resta il conflitto su ferite profonde. Dello scudetto del 2006 si parlato in maniera accidentale. Il problema non e' collegato agli effetti ma alla situazione che ha portato al commissariamento della Figc e al lavoro degli organi di giustizia"
PETRUCCI "CI PENSERO' BENE PRIMA ALTRE RIUNIONI" - "Ci pensero' molto bene prima di fare altre riunioni, ma ce la mettero' tutta. E non si dica che sono caduto in un 'trappolone' del mondo del calcio. Sono deluso ma sereno perche' ce l'abbiamo messa tutta e dormiro' tranquillo la notte - ha aggiunto Petrucci - Non e' arrivato un risultato ma non e' stato un fallimento e non accusero' i presidenti del calcio".
AGNELLI NON PARLA PER IL MOMENTO - «Ci sentiamo più tardi...grazie». Sono le uniche parole che Andrea Agnelli, presidente della Juventus, ha pronunciato lasciando la sede del Coni dove questa mattina si è tenuto il tavolo della pace.
Della Valle                                           
Diego Della Valle
DELLA VALLE "RIMASTI OGNUNO CON LE PROPRIE IDEE" - "Siamo rimasti civilmente ognuno sulle nostre posizioni". Lo ha dichiarato Diego Della Valle, all'uscita dal Coni alla conclusione del 'tavolo della pace' convocato dal Presidente Petrucci. "Se e' stato un tavolo della pace? E' stata una riunione in cui ognuno ha esposto civilmente le proprie opinioni al presidente del Coni" ha detto ancora Della Valle. "Nessun passo avanti e' stato fatto, le posizioni sono rimaste chiare e precise come quelle precedenti". Quando si potra' chiudere Calciopoli? Noi chiuderemo quando ci verranno riconosciute le nostre ragioni" ha aggiunto ancora Della Valle. "Altrimenti manterremo le nostre posizioni a oltranza". Della Valle ha escluso la possibilita' di altri incontri sul tema.
PETRUCCI "NO RISULTATI PER SCORIE CALCIOPOLI" - "E' statoun incontro molto lungo, cordiale e corretto. Ma devo essere onesto e sincero, le scorie di calciopoli ancora molto scottanti, per cui ognuno e' rimasto nelle proprie posizioni". Questo il primo commento del presidente del Coni Gianni Petrucci al termine del 'tavolo della pace'. "Quando ci sono processi cosi' importanti che toccano le persone posso capire che non e' facile riattaccare tutti i quadratini che si hanno nel cervello - ha sottolineato Petrucci in conferenza stampa -. Abbiamo parlato cinque ore ed il risultato e' stato quello che ho detto. Mi auguro che mondo del calcio possa avviare quelle riforme che sara' poi mia cura portare all'attenzione del governo. C'e' stata la buona volonta' ma non si sono ottenuti risultati".
MORATTI "UN INCONTRO E' SEMPRE COSTRUTTIVO" - "Un incontro e' sempre costruttivo, tutto e' utile". Lo ha dichiarato il presidente dell'Inter Massimo Moratti, all'uscita dal Coni alla conclusione del "tavolo della pace" convocato dal Presidente Petrucci.

Non posso farne a meno

Una barista di 33 anni, malata di gioco, ha rubato 35 mila euro di gratta e vinci nel bar in cui lavora. Licenziata e denunciata la ragazza, che ha confessato ai carabinieri: "Sono vittima di una dipendenza dal gioco, non riesco a resistere ai tagliandi da grattare in cerca di fortuna. E quando ho finito i miei soldi, ho iniziato a rubarli".
Ad accorgersi del pesante ammanco di gratta e vinci, scrive il Corriere Veneto, è stata la titolare di un bar, nella zona di Cornuda. Un locale che lavora bene, con sei dipendenti ed un buon giro di clienti. Tra le offerte dell’attività anche vari tipi di gratta e vinci disposti dietro al bancone. Controllando i propri bilanci la titolare si è accorta che, tra le spese per l’acquisto dei tagliandi e i relativi incassi qualcosa non tornava e non di poco: «La titolare si è resa conto che, in meno di un anno - spiega il capitano Nicola Fasciano -, c’era un ammanco di 35 mila euro. Ci ha anche detto che già lo scorso anno, avevano notato qualcosa di strano ma gli ammanchi erano inferiori e non si era impensierita troppo».
I militari hanno quindi avviato un’indagine scartando subito l’ipotesi che potesse trattarsi di reiterati furto con destrezza, vista la posizione dei tagliandi disposti in modo da non essere accessibili dai clienti. Hanno quindi deciso di utilizzare una telecamera nascosta, posizionandola in modo da vigilare sulla zona del bar dove si trovavano i gratta e vinci. La telecamera è rimasta in funzione per giorni, immortalando una delle dipendenti, una barista di 33 anni della zona.
La donna, approfittando dei momenti in cui rimaneva sola a fine turno, si avvicinava allo scaffale e prendeva mazzetti di dieci biglietti alla volta, li metteva in borsa e riprendeva le sue attività. Un comportamento registrato dai militari per ben quattro volte in pochi giorni. I carabinieri hanno atteso qualche giorno, per verificare se la 33enne fosse l’unica responsabile dei furti. A quel punto è scattata la denuncia: «Di fronte alle contestazioni che le abbiamo mosso - conclude Fasciano -, la donna ha ammesso subito le sue responsabilità, confessando di essere malata di gioco. Vittima di una vera e propria dipendenza che non riusciva più a controllare e che la spinge a sperperare in pochi giorni i soldi dello stipendio costringendola quindi a rubare pur di recuperare tagliandi da grattare». Quei 35 mila euro di biglietti rubati le avrebbero anche fruttato qualcosa come 20 mila euro di vincite. Oltre ai guai con la giustizia, la donna è stata subito licenziata dalla titolare del bar.

Assunzione è verde

Il "lavoro verde" "tira" ed offre posti di lavoro. Più di un terzo delle assunzioni previste dalle imprese sono infatti di lavoratori esperti di ambiente, ecosostenibilità, responsabilità sociale: essere esperti in emissioni di gas serra in atmosfera, tecnici per la sostenibilità dell'industria del mobile e statistici ambientali, per citare solo alcune delle professioni "green" dà qualche chance in più in questo momento difficile per l'economia e per il lavoro in particolare. A rivelarlo è Unioncamere alla 21esima edizione di JOB&Orienta.
Il 38% delle assunzioni previste dalle aziende per il 2011 riguarda infatti figure professionali legate alla sostenibilità: 227.000 sul totale delle circa 600mila previste dalle imprese. I settori legati alla sostenibilità in senso stretto, ma anche una riconversione ecologica della nostra economia nazionale - svolta quanto mai necessaria e imprescindibile -, sembrano infatti leve importanti non soltanto per uscire dalla crisi e far ripartire la crescita economica, ma anche per generare occupazione. A confermarlo, appunto, il Rapporto GreenItaly, curato da Symbola e Unioncamere, secondo il quale il 23,9% delle imprese italiane (circa 370mila imprese, di cui 150mila industriali e quasi 220mila di servizi) tra il 2008 e il 2011 ha investito o investirà in tecnologie e prodotti green, scegliendo di coniugare qualità, innovazione e sostenibilità.
Delle 227 mila assunzioni riconducibili alla sostenibilità ambientale previste per quest'anno dalle imprese in modo trasversale su tutta la nostra penisola, circa la metà, pari a 97.600 unità (il 16,4% del totale), sono legate alle ''professioni verdi'' in senso stretto, ossia quelle dei settori delle energie rinnovabili, della gestione delle acque e rifiuti, della tutela dell'ambiente, e ancora mobilità ed edilizia sostenibile, efficienza energetica.
In cima alla classifica per domanda di professioni più ampiamente riconducibili alla green economy, in termini percentuali, si colloca il settore delle costruzioni (oltre il 70% delle assunzioni programmate). Notevole la domanda di professioni green pure da parte dell'industria manifatturiera (più della metà del fabbisogno complessivo). E ancora rispetto alle dimensioni delle imprese, la ricerca fa emergere come la richiesta di professioni verdi in senso stretto e quella di professioni riconducibili alla green economy sia più consistente nelle micro imprese (da 1 a 9 addetti) e nelle piccole imprese (da 10 a 49). La domanda più elevata di figure professionali green è inoltre maggiormente diffusa tra le imprese del Sud.
Un altro fattore spicca con forza: le imprese più ecocompatibilmente orientate tendono a consolidare il rapporto di lavoro, formalizzando con i lavoratori previsti in entrata nel 2011 in professioni riconducibili alla green economy contratti a tempo indeterminato in misura molto maggiore (nel 48% dei casi contro il 43% per quelli impiegati al fuori delle professioni green): come dire che all'attenzione ambientale spesso fa da pandant anche quella a valorizzare l'individuo e il suo lavoro.
Ma quali sono le professioni più richieste? Esse riguardano in parte figure nuove, in parte specializzazioni di professioni già esistenti, legate a nuove tecnologie, crescenti bisogni socioeconomici e necessità ambientali. In particolare, i più gettonati sono: l'auditor esperto in emissioni di gas serra in atmosfera, il tecnico superiore per industrializzazione, qualità e sostenibilità dell'industria del mobile, lo statistico ambientale, l'operatore marketing delle produzioni agroalimentari biologiche, il risk manager ambientale, l'ingegnere dell'emergenza, il progettista di architetture sostenibili e l'esperto del ciclo di vita dei prodotti industriali.
Le imprese però segnalano difficoltà a reperire il 30,3% dei green jobs in senso stretto e il 28,1% delle figure riconducibili alla green economy (+6 punti percentuali circa rispetto alle difficoltà di reperimento lamentate nel caso delle figure non riconducibili alla green economy). E andando più a fondo, si apprende che il 15% circa del fabbisogno di green jobs rischia di rimanere insoddisfatto a causa di un'inadeguata preparazione dei candidati, per lo più non connessa a competenze acquisibili on the job, a differenza di quanto avviene invece con frequenza per le professioni non riconducibili alla green economy.
Esigenza alla quale fortunatamente, l'offerta formativa si sta adeguando, se si pensa che nell'anno accademico 2011/2012 sono stati attivati 193 corsi di laurea in 54 atenei sui temi della sostenibilità ambientale (oltre un terzo al Sud). Sempre nell'ambito green, nel periodo 2002-2010 sono stati istituiti 91 dottorati di ricerca sul tema e, su 59 Istituti tecnici superiori, partiti o in avvio proprio in questi mesi, ben 17 riguardano l'efficienza energetica e la mobilità sostenibile.

Napolitano, ci sei?

Carissimo Presidente Napolitano,
come sta? Riesce a riposare un po'?
Dopo un periodo di frenetica attività, del quale Le siamo molto grati, che ha portato alla caduta del governo Berlusconi e alla nomina di Mario Monti a senatore a vita, nonché poi a presidente del Consiglio dei ministri, penso che molto opportunamente Lei si sia preso un periodo di riposo. Se lo merita, senza dubbio, ma i Suoi interventi un po' mi mancano. Non credo che abbia esaurito le cose che, dall'alto della Sua esperienza umana e politica, potrebbe dirci, per illuminare il cammino che stiamo intraprendendo, che a molti appare molto buio, e probabilmente senza via d'uscita, anche per la mancanza di un serio dibattito politico. Vede, il professor Monti è un brav'uomo, certamente molto competente e preparato, ma è un economista e probabilmente certe cose proprio non riesce a vederle, o forse, immerso nella sua sterminata cultura, non riesce a concepirle. Per questo abbiamo bisogno di non sentirci abbandonati da Lei. Lei ha una storia e un'esperienza ancorata a saldi valori di solidarietà e protezione del più debole.

Per questo Le chiedo: Signor Presidente, ma Lei si è accorto che il tanto onorato mercato è il luogo dove vige la legge del più forte? Dove il potere dei soldi e del profitto passa sopra le vite di molti uomini ignari? Ma lo sa Presidente che cosa ha combinato la finanza in tutti questi anni? Ha notizia di cosa sono i derivati e le scommesse rappresentate dai futures? Lo sa che il mercato è diventato il più grande casinò mondiale, dove si gioca d'azzardo, spesso con i soldi lucrati illegalmente dalle più efferate organizzazioni criminali? Lo sa che pur di guadagnare qualcosa in più c'è gente disposta a scommettere sull'aumento dei costi dei generi alimentari di prima necessità, e che in questo modo i prezzi del grano o del riso diventano impagabili per milioni di persone? Può darsi che queste cose il presidente Monti gliele abbia tenute nascoste. Magari per non preoccuparla. Di certo anche Pier Ferdinando e Pier Luigi hanno osservato un omertoso silenzio. Di Silvio e Angiolino non c'è da meravigliarsi. Loro lo sanno, ma sono abituati a farsi i fatti loro.

Dunque questo mercato crea, nell'assenza delle regole della politica, una gran quantità di danni ai tentativi di rendere la vita più umana e più solidale. Lo stesso presidente del Consiglio lo teme molto, guardandosi bene dal tassare i ricchi o dal proporre nuove regole (tipo la Tobin tax, sì quella pensata dal professor Tobin, di cui si onora di essere allievo). Dunque, nel Suo silenzio, si stanno operando scelte che non serviranno a placare, se non per un breve periodo, l'avidità degli usurai che ogni giorno si ritrovano al mercato. Peggio, queste scelte stanno producendo un caduta libera della speranza nel futuro e del senso di giustizia sociale. Presidente, non si tratta di sacrifici, non si faccia ingannare. Si tratta di trovare risposte a intimidazioni di creditori Dickensiani.

Credo che questo Lei non lo voglia. Allora faccia perno sulla sua credibilità internazionale, non si pieghi al ricatto dei mercati, dia una scrollatina ai molti che intorno a lei brancolano ciechi devastando tutto quello che di buono si era fatto nel welfare e nella convivenza civile. Chiami al telefono Angela e Barak. Spieghi a Nicolas che in questo modo non si va da nessuna parte. Si opera solo una macelleria sociale per rispettare, noi, i buoni, le regole che il mercato ci impone. Sono regole economiche che già di per se non tengono conto dei veri bisogni delle persone. In più a imporcele sono gli stessi delinquenti senza cuore che trasformano il gioco del danaro in una tragedia nelle vite di molte persone.

Lo faccia Presidente.  Rompa questa omertà. Dica con parole chiare che il re è nudo. Faccia capire che non ci piegheremo al ricatto e alle minacce dei malviventi che ritengono che la vita delle persone valga meno, ma molto meno, della loro smania di possedere sempre di più. Dopo di che chieda al presidente del Consiglio di non giocare con i numeri, ma di fare scelte che riducano corruzione e sprechi, che combatta qualsiasi forma di criminalità, anche quella che in giacca e cravatta ogni mattina sceglie dove andare a far danno, al solo scopo di rendere ancora più ricchi i ricchi. L'avidità, Signor Presidente, è una malattia molto grave che ha già contagiato troppe persone. Spero molto nel Suo intervento di uomo saggio. Se non ora quando?

La 7, Mentana lascia?

MENTANA. "NON ANDREI COMUNQUE A UN TG DELLA RAI" - "Non accetterei di andare in un telegiornale della Rai. Piuttosto preferirei fare un'esperienza come quella che sta facendo Michele Santoro"
MENTANA: O CHIARIMENTO CHE DISSIPI TERRENO O NON RESTO QUI - Enrico Mentana non ritira le dimissioni da direttore del Tg La7, ovvero "o ci sara' un chiarimento ulteriore che possa dissipare il terreno da tutto quanto accaduto, che e' molto grave dal mio punto di vista, o non avro' ragione di restare". Lo ha detto nell'anteprima dell'edizione delle 20 del tg, che comunque sta guidando nonostante l'annuncio oggi pomeriggio delle dimissioni. Mentana ha fatto una rapida ricostruzione di quanto accaduto in queste ore, con sullo sfondo la mancata lettura di un comunicato Fnsi di solidarieta' con i poligrafici in sciopero lunedi' contro la manovra del governo. Ieri c'e' stato il comunicato diffuso dal cdr de La7 e dall'Associazione stampa romana in cui si denunciava un comportamento antisindacale del direttore e quindi l'annuncio della sua denuncia per questo motivo; quindi l'annuncio delle dimisisoni da parte di Mentana, trascorse le 24 ore in cui auspicava una marcia indietro rispetto ai contenuti di quel comunicato. "Anche noi, come ogni tanto capita, siamo entrati nel gioco delle notizie - ha detto Mentana -. C'e' stato un grave incidente che ha riguardato me personalmente. Lunedi' sciopero di tre ore dei sindacati Cgil, Cisl e Uil contro le misure della manovra Monti. In quell'occasione il sindacato dei giornalisti ha fatto un comunicato di solidarieta' con i poligrafici" che i sindacati, l'Asr e il Cdr del TgLa7, hanno chiesto che venisse letto durante il tg. "Ma in questo telegiornale entrano solo le notizie che contano - ha spiegato il direttore dimissionario - abbiamo tolto tutti i fronzoli, notizie che non interessano all'opinione pubblica. Della solidarieta' della Fnsi ai poligrafici si poteva fare a meno, non accettiamo imposizioni di documenti da parte di questa o quella categoria, senno' il tg sarebbe fatto solo di comunicati perche' una volta che entra uno entrano tutti. Quindi abbiamo deciso di non accettare quella richiesta. Sono convinto che non aggiungeva nulla alla corretta informazione data dal tg sullo sciopero". Mentana ha quindi continuato rilevando che "come direttore responsabile sono stato denunciato alla magistratura per comportamento antisindacale. Il comunicato lo ha fatto l'Asr d'intesa con il cdr del tg". E di fronte a questa situazione "io non posso lavorare con persone che mi hanno denunciato, e quindi oggi dopo 24 ore ho deciso di dimettermi da questo tg. Come si puo' lavorare in un ambiente dove ci sono persone che hanno denunciato? Ognuno di voi studia o lavora. Si puo' studiare o lavorare in un ambiente dove sei stato denunciato? Poco fa l'assemblea dei giornalisti de La7 mi ha chiesto di restare (ed ha quindi letto quanto appena riportato dalle agenzie di stampa, ndr). Tra l'altro il segretario dell'Asr ha appena confermato la denuncia..Ora, o ci sara' un chiarimento ulteriore che possa dissipare il terreno da tutto questo, che e' molto grave dal mio punto di vista, o non avro' ancora ragione di restare qui. Immaginate cosa vuol dire dopo tutto il lavoro svolto...". Il finale e' stato non meno determinato: "Non voglio fare la fine di altri direttori che si sono dimessi perche' rinviati a giudizio o anzi che sono stati dimissionati perche' rinviati a giudizio. Vorrei avere oltre che la fedina penale anche la coscienza immacolata".
ASSEMBLEA GIORNALISTI LA7 GLI CHIEDE RESTARE DIRETTORE - I giornalisti de La7 chiedono ad Enrico Mentana di ritirare le dimissioni e restare direttore della testata. La richiesta e' scaturita a conclusione dell'assemblea dei giornalisti. In una breve nota si sottolinea che il Tg sotto la direzione di Mentana "ha raggiunto risultati straordinari, rilanciando l'emittente". E' detto inoltre che l'assemblea dei giornalisti de La7 "rileva che il Cdr non ha presentato alcuna denuncia ne' ha mai intrapreso azioni contro il direttore d'intesa con l'Associazione Stampa Romana". L'assemblea dei giornalisti dell'emittente "invita" quindi l'ASR a non prendere alcuna iniziativa "che rischia di essere inopportuna e dannosa per la stessa redazione de La7". Infine, l'assemblea dei giornalisti de La7 chiede alla Fnsi di adoperarsi per il dialogo e la ripresa di corrette relazioni sindacali.
mentana
CDR LA7, MAI DENUNCIATO E RINNOVIAMO STIMA A DIRETTORE - Nessuna denuncia e' stata mai presentata alla magistratura contro Enrico Mentana ed inoltre allo stesso Mentana viene rinnovata "la stima e l'apprezzamento per lo straordinario lavoro che sta svolgendo insieme alla redazione". Sono i due passaggi chiave del comunicato del cdr del Tg La7 dopo le dimissioni del direttore della testata. Un comunicato che sembrerebbe mostrare l'0esistenza di uno spuragio per una ricomposione della vicenda. "Il comitato di redazione de La 7 smentisce di aver presentato o di avere intenzione di presentare alcuna denuncia alla magistratura nei confronti del direttore Mentana", e' detto nella nota. "Il comitato di redazione de La 7 cerca il dialogo, come ha sempre fatto, anche quando sono state messe in discussione le regole delle relazioni sindacali. La vicenda cui si fa riferimento non riguarda i rapporti tra il direttore e il Cdr - viene precisato -, ma la questione insorta tra la direzione e il sindacato nazionale e regionale sul diniego opposto alla lettura, secondo le regole del contratto nazionale di lavoro, del comunicato della Fnsi di solidarieta' con lo sciopero di Cgil, Cisl, Uil e Ugl per una manovra piu' equa". E ieri stesso la Fnsi - conckldue il cdr - ha proposto al direttore, "che ha dato la sua disponibilita'", una mediazione "per ricomporre conflitti e incomprensioni e ripristinare serene relazioni sindacali".
MENTANA: DA CDR SMENTITA TARDIVA  - "E' giunta in ritardo la smentita del Cdr del TgLa7. Cosa vogliono da me?". E' questa la reazione di Enrico Mentana, secondo ambienti vicini al direttore, al comunicato del cdr che smentisce di averlo denunciato per comportamenti antisindacali, nel quale gli si rinnova la stima. "C'erano 24 ore per smentire quel comunicato e questo non e' accaduto e non poteva accadere perche' parlava chiaro:era la stampa romana d'intesa con il cdr e La7", si sarebbe sfogato Mentana.
FELTRI, "SCELTA DI MENTANA GIORNALISTICAMENTE CORRETTA" - "Mentana ha portato il notiziario di La7 a livelli molto alti, sia per la qualità che per gli ascolti. Credo che abbia pienamente ragione perchè un comunicato di quel tipo non è una notizia che il pubblico attende col batticuore, infatti nessun altro notiziario ha dato notizia di tale comunicato. Scelta giornalistica corretta". Questo il parere, sulle dimissioni del direttore del Tg La7, di Vittorio Feltri, ospite in studio a Tgcom24. "La sua reazione è pienamente giustificata - aggiunge - perchè non si può dirigere una redazione che fa sì che si mobiliti tutto l'apparato per far sì che si notifichi la sanzione. Non penso che la situazione al momento sia ricucibile, bisognerebbe che il cdr chiedesse scusa. Ormai il caso è esploso".
TI MEDIA CROLLA SULLE VOCI LEGATE ALLE DIMISSIONI DI MENTANA Male in Borsa Ti Media, la società che controlla La7, dopo le notizie sulla dimissioni di Enrico Mentana dalla direzione del Tg. Il titolo, che è arrivato a perdere fino al 6,59% con la notizia dell'addio, ha chiuso in calo del 3,74% a 0,16 euro.
FERRANTE AD AFFARI - Ma Stefano Ferrante, membro del Cdr del Tg di La7, ad Affaritaliani.it dichiara: "Il cdr non ha denunciato Mentana alla magistratura ordinaria, questo deve essere chiaro". La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata il rifiuto del direttore di leggere durante il Tg il comunicato della Fnsi che solidarizzava con lo sciopero dei poligrafici, indetto nell'ambito della mobilitazione di Cgil-Cisl-Uil e Ugl contro la manovra del Governo Monti. Ferrante spiega ad Affari: "La Fnsi ha mandato un comunicato chiedendo di pubblicarlo, e il cdr ha fatto solo da tramite con il direttore, che non ha ritenuto di leggere il comunicato durante il Tg. Ma da noi non è partita nessuna denuncia".
Bianchi Clerici (cda Rai) ad Affaritaliani.it: a Mentana no direzione del Tg1 - "Alberto Maccari va benissimo. Ha iniziato oggi il suo lavoro da direttore e quindi lasciamo fare. Ha la mia piena fiducia". Giovanna Bianchi Clerici, membro del cda della Rai in quota Lega Nord, interpellata da Affaritaliani.it, chiude la strada ad Enrico Mentana direttore del Tg1, dopo le dimissioni di quest'ultimo da direttore del telegiornale de La
MA LA SANTANCHE' RIBATTE AD AFFARI -  "Il mio giudizio su Mentana è ottimo e sarei  ben felice se facesse il direttore del Tg1". Daniela Santanchè deputata del Pdl, intervistata da Affaritaliani.it, propone Enrico Mentana alla direzione del Tg1 dopo le sue dimissioni da La 7. Mentana poterebbe essere un buon direttore del Tg1 dopo le dimissione di Minzolini?. " Mentana è un ottimo direttore e un bravissimo giornalista. Il mio parere personale non può che essere positivo. Credo che Mentana possa fare qualsiasi cosa visto che è un persona capace". Nonostante le polemiche che ci sono state con Berlusconi in passato quando Mentana lasciò il Tg5?. "Non mi pare ci siano state polemiche con Berlusconi. E poi l'ex premier lascia tutti molto liberi e non fa ingerenze nella stampa e nella televisione. Si racconta di un  Berlusconi diverso da com'è. Ripeto, il mio giudizio su Mentana è ottimo e sarei ben felice se facesse il direttore del Tg1".

E ANCHE A SALVINI PIACE MENTANA - “Mi piace molto Mentana. E lo vedrei bene alla direzione del Tg1”. Così Matteo Salvini, eurodeputato della Lega Nord, interpellato da Affaritaliani.it, dopo le dimissioni di Mentana da direttore del tg de La7.
SOLIDARIETA' DA TI MEDIA: NON AVUTE DIMISSIONI UFFICIALI - Telecom Italia Media esprime a Enrico Mentana "ampia solidarieta'" e fa sapere di non avere ancora ricevuto "alcuna comunicazione ufficiale circa la decisione di volersi dimettere dalla guida del Tg La7". "L'azienda, peraltro - si legge in una nota - intende esprimere al direttore Mentana la piu' ampia solidarieta' per le azioni sproporzionate intraprese dagli organismi di rappresentanza sindacale locale e nazionale e auspica la veloce ricomposizione del dissidio, nel civile confronto delle opinioni fra tutti gli attori coinvolti".
LA RISPOSTA DI MENTANA - "Sono rituali, che se mai hanno avuto un senso, certo non lo hanno ora. Faccio il giornalista e dò notizie per i telespettatori, non leggo comunicati di altri". Così il direttore del Tg La7, Enrico Mentana, risponde all'Associazione stampa romana e al Cdr della sua testata che hanno annunciato di averlo denunciato per comportamento antisindacale in quanto "si è rifiutato di leggere nel Tg il comunicato della Federazione della Stampa che solidarizzava" con lo sciopero dei poligrafici di Cgil, Cisl, Uil.

"Così come durante il tg non ho mai letto comunicati di Telecom, ovvero del mio editore, non vedo perché - aggiunge - dovrei leggere quelli dei sindacati". "La Federazione della Stampa non può comportarsi come quelle aziende che pretendono - conclude Mentana - la pubblicazione dei loro comunicati".
COS'E' SUCCESSO - L'Associazione Stampa Romana, d'intesa con il Comitato di redazione del Tg La7, ha dato mandato ieri all'avvocato Bruno Del Vecchio di sporgere denuncia per il comportamento antisindacale (articolo 28 della legge 300/1970) contro l'emittente La7 e il direttore del Tg, Enrico Mentana.

"L'Asr, dopo ripetuti tentativi di conciliazione, si vede costretta a questo atto - recita il comunicato - per le ripetute violazioni dell'articolo 34 del Cnlg da parte della direzione del Tg de La7 che si rifiuta categoricamente di intrattenere corrette relazioni con il Comitato di redazione". A determinare questa decisione - "la goccia che ha fatto traboccare il vaso", dice il comunicato - e' stato "il rifiuto del direttore" di leggere nel Tg il comunicato della Fnsi che solidarizzava con lo sciopero dei poligrafici, indetto nell'ambito della mobilitazione di Cgil-Cisl-Uil e Ugl contro la manovra del Governo Monti. "Un rifiuto irricevibile e contrario a quanto previsto dagli accordi collettivi di lavoro", e' sottolineato. "Non possiamo consentire ad alcuno - afferma quindi il segretario dell'Asr, Paolo Butturini - di contravvenire alle regole sindacali. I dati di ascolto o l'innegabile professionalita' di un direttore non possono fare da schermo alla violazione delle norme che la categoria, alla quale anche Mentana appartiene, si e' data per garantire la propria autonomia e la difesa dei propri diritti. Ho personalmente e piu' volte richiamato il direttore del Tg de La7 a un comportamento piu' conciliante e al rispetto del contratto, mi dolgo che questi richiami siano caduti nel vuoto. Specialmente in questo momento difficile per il Paese e per la nostra categoria in particolare, possiamo discutere molte cose, ma non la tutela dei colleghi e i loro diritti sindacali cosi' come sono normati nel contratto collettivo di lavoro". L'Associazione Stampa Romana di dichiarava infine ancora "disponibile al confronto", purche' avvenga "all'interno di quelle regole, liberamente stabilite dalle parti, che garantiscono corrette relazioni industriali e professionali".
LE DIMISSIONI DI MENTANA - Enrico Mentana si e' dimesso da direttore del Tg La7. La decisione, spiega lo stesso giornalista e' giunta a seguito della denuncia alla magistratura ordinaria per comportamento antisindacale presentata dal Cdr. "Ieri pomeriggio - spiega - ho appreso dalle agenzie di essere stato denunciato alla Magistratura ordinaria dal mio Cdr. Ho atteso 24 ore per verificare eventuali ravvedimenti che non ci sono stati. Essendo impensabile continuare a lavorare anche solo per un giorno con chi mi ha denunciato - ha concluso - rassegno da subito le dimissioni dalla direzione del Tg La7".